sabato 26 ottobre 2019

LO CHENIN DELLA LOIRA

Ricomincia il tour alla scoperta dei terroirs del vino europeo, svolto in collaborazione con Slow Food Piacenza. 
Alla Stoppa di Rivergaro (Pc) abbiamo girovagato nella parte centrale della Valle della Loira, patria francese dello Chenin, attraverso sei vini di cinque aziende. 
Sei espressioni molto territoriali e molto diverse tra loro all’insegna – volendo proprio trovarci un filo comune - di una sapidità che a tratti si spinge verso sensazioni veramente salate, che talvolta risulta amplificata da acidità importanti, ma in ogni caso percorre i vini come un riverbero continuo e vibrante. 
Altro elemento che accomuna le sei etichette è la gestione ecosostenibile dei vigneti (Biologica, Biodinamica o “naturale”) e un approccio poco interventista in cantina, tratti che del resto caratterizzano ampi tratti della Valle della Loira vitivinicola.


Grazie per le foto ad Antonio Montano.

I vini: 

Goutte d’O 2017 – Sylvain Martinez 
Da un bravo produttore “naturale” (che produce anche un rosso con il raro vitigno corbeau), il Goutte d’O – volutamente senza appellation – vive di chiaroscuri: l’impatto olfattivo iniziale è leggermente ridotto, ma ben presto l’ossigenazione lascia spazio a un naso cangiante fatto di frutti bianchi maturi e di erbe essiccate/fieno, che nel corso della serata si spingeranno verso sensazioni di liquirizia, miele di tarassaco e caramello. Il palato è molto gastronomico, ben definito tra pienezza e succosità, dinamico, profondo e salino. 

Saumur Arcane 2016 – Chateau de Fosse-Seche 
Ormai un nome importante a Saumur, un approdo sicuro per chi cerca bottiglie territoriali complesse e salate come poche altre. 
Naso preciso, persino immediato nel suo frutto agrumato e nei caratteri di erbe aromatiche (mentuccia) con lievi cenni burrosi. In bocca è completo. Pieno, ma scattante e scorrevole, è lungo e molto sapido. Invita a berlo e riberlo. Gustoso. 


Montlouis-sur-Loire Le Premier Rendez-Vous 2013 – Domaine Jousset 
Lise e Bertrand Jousset sono tra i migliori traduttori del terroir di Montlouis. Le Premier Rendez-Vous è frutto dell’assemblaggio di varie parcelle (vecchie vigne) nel tentativo di esprimere tensione, freschezza e bevibilità, ovvero ciò che, secondo i Jousset, uno Chenin secco di Montlouis dovrebbe comunicare. 
Il naso si muove su un registro già parzialmente terziarizzato e di buona complessità, tra note di timo secco, liquirizia, agrumi, pepe bianco e una scia minerale gessosa. Il palato è diritto e ossuto, molto nervoso e sottile, con un’acidità sferzante che domina sul lato sapido.

Savennières Fidés 2015 – Eric Morgat 
Uno degli interpreti di punta della denominazione, Morgat, qui alle prese con una versione quasi borgognona di Savennières, proveniente dalle parcelle aziendali che poggiano su suoli scistosi. 
L'olfatto, espansivo ed elegante al tempo stesso, offre toni di frutta bianca, agrumi, miele, mandorla tostata e vaniglia. Pieno, ma non grasso (con una sensazione generale quasi di burro salato), il palato si muove dinamico e chiude con un finale energico, profondo e saporito. È Savennieres con la sua potenza ed esuberanza, ma gestite su un versante di raffinata complessità. 


Jasnières Calligramme 2011 – Domaine de Bellivière 
L’azienda è una delle punte di diamante, forse LA punta di diamante, di questa piccola appellation settentrionale. 
Frutto di una vendemmia avanzata ma non tardiva, il Calligramme, dal colore paglierino intenso con riflessi dorati, al naso esprime una decisa maturità di frutto giallo (albicocca), agrumi e zenzero canditi, miele di castagno e rabarbaro, con un lieve cenno idrocarburico. L’attacco di bocca lì per lì pare quasi vellutato, ma si fa via via sempre più teso e salato, compatto, con finale secco e lunghissimo. 

Les Tris de la Chapelle 2011 - Chateau de Fosse-Seche 
Da una vendemmia tardiva ed acini completamente botritizzati, un vino che rappresenta un unicum nella storia aziendale, perché in seguito non si sono più verificate in vigna le particolari condizioni di questa annata. La fermentazione si è poi arrestata spontaneamente dopo due anni, bloccandosi a poco meno di 10 gr/l di zuccheri residui. 
Frutti gialli maturi e agrumi canditi, miele millefiori e spezie dolci per un naso accattivante e ricco. La struttura gustativa mostra i muscoli, ma non perde eleganza. Potente, morbida e avvolgente, trova un allungo salino molto persistente, senza che né l’alcol (15%), né gli zuccheri prendano il sopravvento.


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